E' in questi momenti così romantici e soprattutto nostri, quando mi abbracci in mezzo alla tempesta che tra le tue braccia non conta più nulla, che ho tanta paura di perderti.
Se potessi scegliere tra un'unica vita mortale assieme a te e mille vite eterne fatte della tua assenza, sceglierei la via della morte, per poter finire felicemente la mia storia mano per mano con te.
Questo mondo è cieco, in pochi qui vedono chiaramente.
Come un uccello liberato dalla rete, pochi vanno in cielo.
Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia. Rabbia.
Suicidio.
Questo mondo è cieco, in pochi qui vedono chiaramente.
Come un uccello liberato dalla rete, pochi vanno in cielo.
Ti chiedo che cosa ho mai fatto per meritarmi questo trattamento.
Sai, non avrei mai pensato di continuare a vivere in questo tormento, la mia tragedia personale scritta a più mani.
Ho nostalgia di quelle mura soffici della mia infanzia. Hai ragione, sono infantile, e anche più matura delle altre persone. La scelta che ho preso è più grande di me, il peso del mondo intero grava sulle mia schiena addolorata. Non posso permettermi di piangere, è colpa mia, io ho scelto questo.
Ma ti chiedo ugualmente che cosa ho fatto.
Essere guardata dall'alto al basso da occhi che trafiggono con un solo sguardo, lo odio. Come odio le idee che la gente ha di me, pur non conoscendomi, pur conoscendomi. Le frasi bizzarre e maligne, seppur per loro veritiere, sul mio conto.
Ma io non merito questo.
Essere disprezzata, la gente si aspetta cose da me che non stanno nè in cielo nè in terra. Solo perchè sono nata femmina ho il dovere di adempiere ai compiti più insignificanti di questa terra. Solo perchè sono io, devo sottomettermi ai pensieri di voi stupidi umani.
Sorridono.
Con quel cazzo di sorriso stronzo sul viso, fissano. Mi sento uno stupido animale chiuso nella gabbia di un circo, mi tirano noccioline e si aspettano che io le mangi. Si chiedono il perchè me ne sto in un angolo, con la testa bassa, il cuore infranto.
Papà, quell'animale non fa niente, sta fermo li in quell'angolo.
Dio, quel bambino mi sta uccidendo con il suo egoismo, uccidilo, ti supplico.
Il male degli uomini porterà collera e guerra nel cielo degli angeli rinnegati. Quando scenderò in terra dovrò prepararmi ad essere disprezzata. Io ho le ali, e posso volare. Voi avete i vostri sogni infranti e i vostri pensieri sconsiderati.
Che cosa ho fatto, quindi, per meritarmi tutto quest'odio.
Niente, oggi è toccato a me. Domani, forse, toccherà a qualcun'altro.
Questo mondo è cieco, in pochi qui vedono chiaramente.
Come un uccello liberato dalla rete, pochi vanno in cielo.
Nayuta è una ragazza, non una donna. Lo spirito non vuole crescere, l'anima brama rimanere nel proprio bellissimo sogno.
16 anni di depressione. Il papà non c'era quando ne aveva bisogno, i fratellastri la chiamavano satana gettando la sua mente nell'oblio. La mamma aveva troppo lavoro da fare.
L'infanzia è stata un susseguirsi di funerali, veritieri ed immaginari. Le persone che davvero l'avevano amata se n'erano andate per sempre.
Nayuta abitava da sola, nella piccola casa rosa delle barbie con le quali giocava. Non ha mai avuto amici.
Dicono di lei le cose più brutte; assorbe, il cuore di spugna non ha nessuno che riesca a strizzarlo definitivamente.
Soltanto su internet può sfogarsi, rispondendo male alle persone che non l'accettano e la criticano per un non nulla, scrivendo sul suo blog personale le prime cose che le passano per la testa, anche se possono sembrare orribili.
Ma lei non è così.
Lei ama il sole, ama i colori e la vita. Anche se lo ha sempre negato, ama i bambini, ama gli anziani, ama le persone e gli animali più strani, quelli che sanno donare un sorriso o un pizzico di felicità anche nei momenti tristi.
Nayuta odia sè stessa e perdona le persone che hanno di lei una cattiva opinione pur non conoscendola.
Non perdona la sua persona, quella che vorrebbe morisse. Se fosse un diario sarebbe pieno dall'inizio alla fine di cose malvagie, pensieri negativi, discussioni folli, ricordi orrendi.
Se credesse in dio gli chiederebbe di perdonarla per i mali commessi... e di aiutarla per vivere.
Perchè da sola non ci riesce.
Nayuta scrive e piange. Nelle sue lacrime si riflette l'anima degli angeli che solo pochi eletti riescono a vedere.
Il resto è ombra.
Questo mondo è cieco, in pochi qui vedono chiaramente.
Come un uccello liberato dalla rete, pochi vanno in cielo.
Quest'anno andrò al Lucca Comics per la seconda volta.
Mi vestirò da gothic lolita, ecco l'elenco delle cose che mi metterò:
- Vestito gothic lolita nero e bianco
- Scarpe alte 15 cm gothic lolita nere e bianche
- Calze a rete bianche
- Capelli mossi con due codine in cima
- Lenti a contatto blu o verdi
- Trucco bianco con sfumature di rosa
- Collarino di Misa comprato alla fiera del fumetto
- Smalto colorato con ghirigori fatti da me (disegni sulle unghie)
- L'ombrello che comprerò direttamente li, parasole
Questo è tutto.
Sto organizzando anche con Stefania in modo da dormire nello stesso bad and breakfast, forse riusciamo a non spendere molto.
Mi porterò la macchina fotografica così farò un sacco di foto, che naturalmente andranno a finire sul mio deviantart.
Spero di divertirmi.
Vi lascio alla prossima news, baci.
Questo mondo è cieco, in pochi qui vedono chiaramente.
Come un uccello liberato dalla rete, pochi vanno in cielo.